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Future Industry Awards 2026: tecnologie, competenze e sinergie territoriali per l'industria del futuro

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 Oltre 100 candidature, quattro tappe e una fotografia precisa dell'innovazione industriale italiana

L'innovazione industriale non si misura soltanto dalle tecnologie adottate, ma dalla capacità di trasformarle in valore per le imprese, i territori e il sistema Paese. È questo il filo conduttore emerso nel corso della prima edizione dei MADE Future Industry Awards, il percorso con cui, tra dicembre 2025 e giugno 2026, abbiamo attraversato l'Italia per individuare alcune delle più interessanti esperienze di trasformazione dell’industria italiana.

Con 133 progetti candidati, quattro appuntamenti territoriali, una finale nazionale ospitata presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del Ministro Adolfo Urso, decine di aziende protagoniste, oltre 60 tra relatori, giurati ed esperti provenienti dal mondo industriale, istituzionale, accademico e finanziario, la prima edizione dei Future Industry Awards ha restituito una fotografia ampia e precisa dello stato dell'innovazione nel nostro Paese.

Un contest, ma non solo: i Future Industry Awards si sono configurati come un osservatorio privilegiato sulle tecnologie, sulle competenze e sui modelli organizzativi che stanno ridefinendo la competitività del manifatturiero italiano.

L’Italia che innova

Le candidature raccolte raccontano un sistema industriale dinamico e profondamente eterogeneo.

L'88% dei progetti presentati integra soluzioni di Intelligenza Artificiale e Machine Learning, confermando come l'AI sia ormai diventata una tecnologia trasversale ai diversi comparti produttivi. Seguono le soluzioni di Industrial IoT e sensoristica avanzata, presenti nel 62% delle candidature, mentre quasi un progetto su due utilizza architetture Cloud e SaaS. Robotica collaborativa, Big Data, Digital Twin, realtà virtuale e aumentata, blockchain e cybersecurity completano un panorama tecnologico sempre più articolato, nel quale ogni progetto combina mediamente tre o più tecnologie abilitanti.

Dal punto di vista dei settori applicativi, oltre la metà delle candidature ha riguardato il comparto manifatturiero, seguito da agrifood, life sciences, energia, costruzioni e trasporti. Un dato che conferma come la trasformazione digitale stia interessando trasversalmente l'intero sistema produttivo italiano.

Particolarmente significativo è anche il profilo delle aziende coinvolte: circa il 64% delle candidature è provenuto da PMI, a dimostrazione di come l'innovazione non rappresenti più un'esclusiva delle grandi imprese. Ancora più interessante è il dato relativo agli ecosistemi dell'innovazione: oltre il 72% dei progetti è stato sviluppato con il supporto di Competence Center, università e centri di ricerca, confermando il valore del trasferimento tecnologico come leva di crescita per il manifatturiero.

Quattro tappe, quattro prospettive sull'industria 

Il percorso dei Future Industry Awards ha attraversato l'Italia per far emergere le eccellenze territoriali e, al tempo stesso, per costruire un confronto nazionale sui grandi temi dell'innovazione industriale.

Brescia: competitività, Twin Transition e nuove politiche industriali

Nel corso della prima semifinale, ospitata a Brescia, il confronto si è soffermato sul futuro della manifattura in uno scenario caratterizzato da instabilità geopolitica e rapida evoluzione tecnologica. Al centro del dibattito il ruolo della Twin Transition, le politiche industriali a supporto degli investimenti, l'evoluzione della manifattura data-driven e l'impatto dell'intelligenza artificiale sui processi produttivi.

Le tavole rotonde hanno evidenziato come competitività, sostenibilità e digitalizzazione rappresentino ormai dimensioni strettamente interconnesse e come la capacità di valorizzare dati e competenze costituisca un fattore determinante per la crescita delle imprese.

Ancona: il Made in Italy tra innovazione e trasferimento delle competenze

La tappa del Centro Italia si è svolta nell'ambito della Giornata Nazionale del Made in Italy, ampliando il confronto alle sfide del trasferimento tecnologico e della valorizzazione del capitale imprenditoriale.

I lavori hanno approfondito il ruolo delle competenze, della cultura del dato e della servitizzazione come elementi strategici per affrontare un quadro internazionale caratterizzato da una crescente "policrisi". Particolare attenzione è stata dedicata alle nuove applicazioni dell'intelligenza artificiale, ai modelli di business orientati ai servizi e alla costruzione di ecosistemi collaborativi tra imprese, università e istituzioni, capaci di accelerare la diffusione dell'innovazione.

Napoli: persone, competenze e AI per la transizione sostenibile

La terza semifinale ha posto al centro il rapporto tra tecnologia e capitale umano.

L'approccio "people first" è emerso come uno dei principali elementi di riflessione: le transizioni digitale e sostenibile non possono essere considerate esclusivamente in un’ottica tecnologica, ma richiedono investimenti nelle competenze, nella formazione continua e nella capacità delle organizzazioni di accompagnare il cambiamento.

Le tavole rotonde hanno inoltre approfondito il contributo dell'intelligenza artificiale e della Twin Transition nella ridefinizione dei modelli produttivi, evidenziando il ruolo degli ecosistemi dell'innovazione e della collaborazione tra imprese, università e Competence Center.

Roma: una sintesi necessaria

La Finale Nazionale, ospitata nella Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha rappresentato il momento di sintesi degli Awards.

Nel corso della mattinata, gli interventi del Ministro Adolfo Urso, di Marco Calabrò, Capo del Dipartimento per le Politiche per le Imprese del MIMIT, e di Marco Taisch, Presidente di MADE Competence Center Industria 4.0, hanno inaugurato la riflessione sul ruolo dell'ecosistema italiano dell'innovazione nel contesto globale e sulle prospettive del manifatturiero in rapporto agli altri ambiti dell’economia nazionale.

Accanto agli approfondimenti dedicati ai dati emersi dalle candidature e agli outlook di mercato, i vincitori delle categorie Top Tech e Digital New Champion si sono confrontati con Gianluigi Viscardi, Presidente del Cluster Fabbrica Intelligente, e Marco Nocivelli, Vicepresidente di Confindustria con delega alle Politiche Industriali e Made in Italy, in un dialogo dedicato alle sfide e alle opportunità della trasformazione industriale in atto.

Sei premiazioni che tratteggiano il volto dell'innovazione italiana

La Finale ha premiato sei progetti che incarnano approcci differenti, ma complementari, all'innovazione.

Nella categoria Digital New Champion sono stati premiati Molise Acque, che ha trasformato un'infrastruttura idrica in un sistema intelligente per la gestione energetica attraverso AI, Remote Sensing e Machine Learning; Inim Electronics, protagonista di un importante percorso di riconversione industriale fondato su automazione, robotica e intelligenza artificiale; e Marlegno, che ha ripensato il settore delle costruzioni industrializzando il processo edilizio grazie all'integrazione di BIM, robotica e manutenzione predittiva.

Per la categoria Top Tech, il riconoscimento è andato a De' Longhi, per un sistema di Quality Intelligence che integra deep learning, visione artificiale e robotica; ad Aeroporti di Puglia, per una piattaforma avanzata di monitoraggio delle infrastrutture critiche basata su AI, radar e blockchain; e a Volteco, che ha sviluppato una piattaforma di Cognitive Automation capace di controllare in tempo reale centinaia di parametri produttivi, migliorando qualità ed efficienza.

Accanto ai vincitori sono state assegnate tre Menzioni Speciali a Iride Acque SB, per il suo contributo all'economia circolare; Goglio, per l'innovazione nei modelli di business e della servitizzazione; e Chiesi Farmaceutici, per l'originalità del Digital Twin applicato alla medicina di precisione.

Nel loro insieme, i progetti premiati dimostrano come l'innovazione possa assumere forme molto diverse tra loro, pur convergendo verso un obiettivo comune: generare risultati misurabili in termini di produttività, qualità, sostenibilità e competitività.

I MADE Awards: un patrimonio condiviso per il sistema industriale

Uno degli elementi più significativi, tra quelli emersi, riguarda la natura stessa dell'innovazione.

Le esperienze presentate dimostrano come il cambiamento non avvenga in modo isolato, ma sia il risultato della collaborazione tra imprese, filiere, Competence Center, università, centri di ricerca, partner tecnologici e istituzioni. L'alta percentuale di progetti sviluppati attraverso iniziative di trasferimento tecnologico conferma il valore degli ecosistemi dell'innovazione come strumenti capaci di accelerare la diffusione delle tecnologie e la crescita delle competenze.

In questo senso, i MADE Future Industry Awards hanno contribuito a mettere in evidenza non soltanto i progetti più significativi, ma soprattutto esperienze replicabili, in grado di offrire spunti concreti ad altre imprese impegnate nei propri percorsi di trasformazione.

Le tecnologie evolvono rapidamente, così come i mercati e i modelli di business. Favorire la condivisione delle esperienze, valorizzare il dialogo tra i diversi attori dell'ecosistema e diffondere buone pratiche rappresenta una delle condizioni fondamentali per rafforzare la competitività del manifatturiero italiano e accompagnarne l'evoluzione verso l'industria del futuro.

 

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