Sfide globali e strategie europee: come prepararsi al piano 2027–2030
Il biennio 2026-2027 segnerà una fase importante per la strategia europea per la ricerca e l’innovazione. La conclusione dell'attuale programmazione di Horizon Europe, fissata al 2027, avvia formalmente la transizione verso il decimo Programma Quadro per la Ricerca e l'Innovazione (Framework Program 10, o FP10), destinato a regolare gli investimenti in ricerca e innovazione per il periodo 2028-2034 (Horizon 2028-2034).
Un avvicendamento che riflette una revisione sostanziale delle priorità dell'UE, che intende superare il precedente modello per focalizzarsi sulla competitività industriale e sulla riduzione delle dipendenze strategiche.
In questa fase si rende necessario per gli attori industriali comprendere le nuove metriche di valutazione, le quali premieranno la scalabilità commerciale e l'impatto economico diretto rispetto alla sola eccellenza scientifica.
Il Framework Program 10: identità e iter legislativo
Il Framework Program 10 (FP10) costituisce l'architettura portante della politica di ricerca e innovazione dell'Unione europea per il periodo 2028-2034. Con una dotazione finanziaria proposta di 175 miliardi di euro, il programma è stato disegnato per recepire le istanze di rilancio economico delineate nei rapporti Draghi e Letta, superando la logica del semplice sussidio per abbracciare quella dell'investimento strategico.
La proposta legislativa, avanzata dalla Commissione Europea nel luglio 2025, si trova attualmente al centro di un complesso negoziato tra Parlamento e Consiglio, con l'obiettivo di giungere all'adozione definitiva del pacchetto entro la fine del 2027. Una scadenza necessaria a garantire l'operatività dal gennaio 2028 e assicurare una connessione fluida con il fondo europeo per la competitività (European Competitiveness Fund), al quale l'FP10 sarà strutturalmente legato per coprire l'intera catena del valore, dalla ricerca fondamentale fino alla piena commercializzazione.
I pilastri della competitività e le nuove frontiere tecnologiche
La struttura del Framework Program 10 (FP10) è basata su quattro pilastri definiti per sostenere la strategia complessiva di ricerca e innovazione dell'Unione:
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Il Pilastro I, che mira a consolidare l'Eccellenza Scientifica, includendo il supporto all'European Research Council (ERC);
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Il Pilastro II ("Competitiveness and Society") è orientato alle sfide tematiche prioritarie, come la Transizione Pulita, la Leadership Digitale e la Resilienza;
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Il Pilastro III si concentra sull'Innovazione, con il potenziamento dell'European Innovation Council (EIC) per lo scale-up di tecnologie dirompenti;
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Il Pilastro IV è dedicato alle infrastrutture di ricerca e alla diffusione dell'eccellenza.
L'allocazione finanziaria riflette questa priorità strategica: circa 114 miliardi di euro sono riservati ai Pilastri II e III. Proprio questi pilastri finanzieranno i "Moonshots" tecnologici, progetti ad alto potenziale dirompente – tra cui l'AI di prossima generazione, il calcolo quantistico e la fusione energetica – che hanno l'obiettivo esplicito di rafforzare l'autonomia industriale dell'Unione.
Il cambiamento di paradigma: dalla ricerca all'impatto industriale
Il programma Horizon 2028-2034 non rappresenta una mera continuazione, ma sancisce un cambiamento netto nella filosofia di finanziamento rispetto al programma precedente.
Il focus si sposta definitivamente dalla sola ricerca e innovazione (R&I) intesa in senso accademico, all'impatto industriale e alla capacità di scale-up delle tecnologie. In termini operativi, l'impostazione premia i progetti in fase avanzata di maturità tecnologica (TRL elevati), privilegiando le proposte in grado di dimostrare una chiara traiettoria verso la commercializzazione immediata.
La Commissione ha introdotto, inoltre, misure di semplificazione e flessibilità per l'architettura operativa, con l'intento di velocizzare le procedure di accesso ai fondi e attrarre in maniera più decisiva il capitale privato. Questo riorientamento, reso strutturale dal legame con l'European Competitiveness Fund, punta a fare dei finanziamenti uno strumento di politica economica e non solo di supporto scientifico.
L'integrazione con l'European Competitiveness Fund
Una delle novità più radicali del nuovo assetto è la connessione strutturale tra il Programma Quadro e lo European Competitiveness Fund, istituito nel luglio 2025.
Se in passato i fondi per la ricerca e quelli per l'investimento industriale viaggiavano su binari paralleli, il piano 2028-2034 mira a fonderli in un continuum strategico. L'FP10 agirà come incubatore tecnologico, sviluppando soluzioni che il Competitiveness Fund avrà poi il compito di scalare industrialmente.
Un meccanismo concepito per colmare lo storico deficit di capitali nella fase di scale-up dell'innovazione europea: quella fase critica in cui le scoperte scientifiche falliscono nel diventare prodotti di mercato per mancanza di capitali di rischio. Il nuovo fondo interverrà proprio qui, fornendo garanzie e capitale azionario (equity) per de-rischiare gli investimenti privati in settori strategici, assicurando che la proprietà intellettuale generata in Europa si traduca in capacità produttiva sul continente.
Una nuova generazione di partenariati pubblico-privati
Anche lo strumento delle partnership subirà una drastica revisione, seguendo una logica di razionalizzazione e focalizzazione. I documenti preparatori indicano una riduzione del numero complessivo dei partenariati europei a favore di iniziative di maggiore caratura, strettamente allineate con i settori industriali strategici per la sicurezza economica dell'Unione.
Le nuove "Joint Undertakings" richiederanno un impegno più gravoso al settore privato: il co-finanziamento non sarà più un elemento accessorio, ma dovrà essere almeno equivalente al contributo dell'Unione (rapporto 1:1 o superiore).
Viene anche introdotto il principio del "ciclo di vita definito": ogni partenariato dovrà avere obiettivi di mercato chiari e una strategia di phasing-out, ovvero di uscita dal finanziamento pubblico una volta raggiunta la maturità tecnologica, evitando il perpetuarsi di sussidi a pioggia senza scadenze.
Verso una nuova fase di supporto all’innovazione e la ricerca
Il biennio 2026-2027 deve quindi essere interpretato come una fase di posizionamento tattico: partecipare alle ultime call di Horizon Europe 2027 non serve solo a intercettare le risorse residue, ma a collaudare consorzi capaci di rispondere ai futuri, stringenti requisiti di scale-up e impatto commerciale.
Il ruolo delle strutture dedicate al trasferimento tecnologico e, soprattutto degli European Digital Innovation Hub (EDIH) sarà, anche in questa fase, di rilevanza strategica. Oltre che fungere da veicolo di supporto per i fondi europei ed erogare servizi di test before invest e formazione, queste strutture saranno ulteriormente rafforzate (attraverso call che serviranno a selezionare i futuri “EDIH 2.0”) per supportare ulteriormente le aziende nel trasformare la ricerca in applicazioni concreti.
In sinergia con gli altri attori del sistema d’innovazione (ad esempio le nuove “fabbriche di AI”), queste strutture saranno dei sandbox normativi, dove le imprese potranno validare, in contesti reali e protetti, le loro soluzioni.

